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2° Forum nazionale Donne Motore della Ripresa

venerdì, 16 ottobre 2015

Il Forum del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, affronterà il tema del contributo che può dare l’imprenditoria femminile a ridefinire i modelli di sviluppo. Il momento di prolungata crisi che stiamo attraversando ha infatti  messo in questione l’efficacia del modello economico e organizzativo fin qui seguito e spesso la stessa soddisfazione personale. Esiste una specificità gestionale dell’impresa al femminile che può in questa fase storica di riflessione venir proposta come modalità alternativa? A questo vogliamo rispondere nel corso del nostro convegno dal titolo “L’economia del ben-essere e della bellezza – Imprese femminili e nuovi modelli di sviluppo”.

 

Estratto dalla Relazione  della Presidente Patrizia Di Dio

Socrate disse : Non la vita, ma la buona vita, deve essere apprezzata.

Ma come raggiungere la buona vita?

E nello specifico, per noi donne imprenditrici  qual è lo scopo della buona vita?

La produzione a tutti i costi, l’accumulare, il consumo, l’ostentazione, lo sfruttamento della natura … in sintesi “l’avere”?

O piuttosto “l’essere” o meglio ancora il ben-essere?

Il ben-essere è un concetto fondamentale per la  rimodulazione di modelli imprenditoriali antichi, non più attuali e principalmente non funzionanti.

Il ben- essere imprenditoriale si basa su un concetto semplice:

Spostare lago della bilancia dallavere allessere.

Essere vive , essere interessate, vedere con occhi nuovi le cose intorno a noi, saper ascoltare, immedesimarsi nel prossimo, sentire se stessi, rendere la vita interessante, fare della vita qualcosa di bello e non di noioso.

Giunto quest’anno alla sua seconda edizione, il Forum affronterà il tema del contributo che può dare l’imprenditoria femminile a ridefinire i modelli di sviluppo e anche a scoprire nuove nicchie di mercato e nuove leve di consumo.

La crisi che abbiamo attraversato e che molti imprenditori stiamo ancora attraversando, ha di fatto messo in discussione l’efficacia del modello economico e organizzativo fin qui seguito.

Si valuta di costruire una nuova forma di benessere, identificato come  ben-essere, centrato sulla riscoperta della qualità della vita e non necessariamente legato alla ricchezza, un discorso sui valori e non sull’agiatezza, basato sulla valutazione qualitativa e non necessariamente quantitativa. Il bene  essere che non va confuso con il bene  avere.

Il benessere della popolazione di una nazione, per esempio, non può essere misurata solo in base al PIL, deve misurarsi anche sul livello di sostenibilità e di qualità della vita.

Per questo si devono considerare, oltre al reddito, le misurazioni congiunte della salute, dell’istruzione, delle attività personali, delle relazioni sociali, della partecipazione alla vita politica, delle condizioni ambientali e, in negativo, dell’insicurezza.

Il PIL misura qualunque cosa, tranne quello per cui vale la pena vivere, diceva Robert Kennedy nel 1979.

Proprio questa settimana Angus Deaton è stato insignito del prestigioso premio Nobel per lEconomia. La Reale Accademia svedese delle Scienze ha riconosciuto all’economista scozzese  l’importanza delle sue «analisi sui consumi, sulla povertà e sul welfare» come contributo fondamentale alla teoria del consumo e del risparmio e per la misura del benessere economico. In estrema sintesi, la svolta di Deaton è il cambiamento di ottica per cui l’analisi dello sviluppo non si basa più sul parametro del reddito ma sulla dinamica dei consumi.    

Anche l’impresa deve essere concepita in modo nuovo, come unità di trasmissione dei valori.

La sola prospettiva economica non può bastare a giustificare la missione di impresa , diceva Ernesto Illy nel 1976.

Può esserci un modo migliore di fare impresa che unisca alla realizzazione economica il miglioramento sociale e ambientale, il benessere delle persone e del pianeta.

L’economia del Bene Essere rispecchia la forza economica che deriva dalla riscoperta della qualità della vita e che non è necessariamente legata al lusso.

E poiché la crisi economica ha, sostanzialmente, modificato anche l’approccio verso i consumi, ci si propone di analizzare nuove  spinte verso i consumi, che noi dobbiamo promuovere, nella direzione di un’agiatezza non ostentata,  ma quasi “intimista”, che ricerca nuovi modelli di consumi che puntano alla qualità, all’eccellenza, alla cultura, alla bellezza, con uno stile in cui la “sobrietà”, che è una prospettiva che può spaventarci , tanto richiamata anche recentemente da Papa Francesco, non significhi rinuncia  e, quindi, calo di  consumo o di spesa, ma una diversa filosofia e cultura della spesa e dei consumi.

Il passaggio dall’opulenza alla sobrietà, che è una prospettiva che ci sgomenta perché nella nostra fantasia si affacciano scenari di stenti e sofferenze, non è solo una questione di stili di vita, é una rivoluzione che investe l’intera economia e l’intera  organizzazione sociale.

Partendo dall’individuo, dalla sua sfera di emotività e di valori, il Bene Essere si  verifica con quelle scelte di consumi e di spesa che non rispecchiano più solamente la soddisfazione di bisogni primari, ma soddisfano un bisogno più interiore di identità.

Dobbiamo ridefinire il benessere, come uno stato di soddisfazione di tutte le dimensioni umane compresa quella affettiva, sociale, spirituale, culturale.

L’Economia del Bene Essere può avere diverse declinazioni.

Certamente economia del Bene Essere è l’economia sostenibile.

Certamente economia del Bene Essere è  Sharing Economy.

Certamente economia del Bene Essere è Economia delle pari opportunità.

Certamente  economia del Bene Essere è Economia della Bellezza.

Certamente economia del Bene Essere significa anche…  essere bene…

 

Relazione Presidente Di Dio Forum TD 2015

Programma Forum TD 2015

 

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Data:
venerdì, 16 ottobre 2015

Luogo

ALLE TERRAZZE
Viale Regina Elena c/o Antico Stabilimento Balneare di Mondello
Palermo, Italia