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3° Forum nazionale Donne Motore della Ripresa

giovedì, 30 Giugno 2016

Il Forum è un’occasione di incontro con i rappresentanti delle Istituzioni, della Politica e delle Imprese, per delineare strategie in grado di portare l’Italia a livelli più alti di sviluppo, anche attraverso la partecipazione attiva delle donne all’Economia del Paese.

Il titolo del Forum Donne motore della ripresa non vuole essere una rivendicazione di genere, bensì una proposta di strategia di politica economica per rimettere in moto il nostro Paese.

Nei settori rappresentati da Confcommercio, un’impresa su tre è donna e le imprenditrici e le libere professioniste non solo stanno resistendo meglio alla crisi, ma con la loro visione stanno contribuendo a ridefinire  i modelli di sviluppo e a scoprire nuovi mercati e nuove leve di consumo.

Questa nuova visione delle donne di fare impresa e la capacità di resistenza messa in campo in questi anni, ci dicono tutto della capacità dimostrata dall’imprenditoria femminile nell’affrontare e gestire l’attuale e difficile fase economica con intelligenza, lungimiranza e determinazione.

Per rimettere in moto l’economia del nostro Paese, bisogna concentrarsi sul cosiddetto capitale dormiente di questa società: le donne rappresentano una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico. E’ proprio l’attuale crisi che impone di concentrarsi con maggiore attenzione sulla questione femminile e sul ritardo italiano nel processo di aumento dell’occupazione e dell’utilizzo delle competenze e del talento  delle donne.

Il Forum sarà l’occasione per discutere su cosa fare.

Esistono azioni concrete che possano essere messe in atto dalle Istituzioni per favorire il pieno sfruttamento del potenziale rappresentato dalle donne e il raggiungimento degli obiettivi sociali e di crescita economica del nostro Paese?

 

Estratto dalla Relazione  della Presidente Patrizia Di Dio

Buon pomeriggio.

Sono davvero lieta di introdurre i lavori di questo terzo forum e a nome del gruppo Terziario Donna do il benvenuto a tutti gli illustri ospiti e  alla presidente della Camera Laura Boldrini.

Gentile presidente l’invito rivolto a Lei non è avvenuto  solo perché Lei rappresenta istituzionalmente una delle più alte cariche dello Stato, ma perché, Lei illustrissima presidente,  è anche  volto e voce delle istanze femminili.

Noi del Terziario Donna siamo una parte significativa di quelle 820.000 imprese di Confcommercio presenti non solo nel settore del commercio, ma anche dei servizi, del turismo, dei trasporti, della logistica e delle libere professioni. Lo attesta  la presenza consistente qui oggi di presidenti e consigliere dei nostri gruppi provinciali provenienti da tutta Italia.

Abbiamo raggiunto il tasso di 30,3% di femminilizzazione, ossia nei nostri settori un’impresa su tre è femminile.

Il gruppo del Terziario Donna all’interno di confcommercio assolve all’importante funzione di sostegno sindacale e di promozione dell’imprenditoria femminile per una maggiore occupazione delle donne nell’impresa, nelle professioni, nel lavoro dipendente, ma il Terziario Donna assolve anche all’altrettanto importante funzione di  sostegno del movimento d’opinione che punta ad una maggiore presenza di donne nei luoghi decisionali della politica e dell’economia al fine di rendere più vicino l’obiettivo della parità democratica, intesa come eguale distribuzione dei poteri tra donne e uomini.

 Già da anni proprio il Terziario Donna ha introdotto il tema della democrazia paritaria che va ben oltre quello di “quote rosa”, il cui fondamento è nei principi sanciti dagli articoli 3 e 35 della nostra Costituzione. La disapplicazione dei principi costituzionali ha quindi costretto a ricorrere ad una forzatura legislativa, tanto epocale quanto necessaria. 

A ben guardare, un approccio regolamentare, in principio, non piace a nessuno, a maggior ragione non piace a noi del mondo delle imprese e delle professioni che andiamo avanti solo per merito, capacità imprenditoriali e professionali e del consenso di mercato.

Tuttavia l’approccio normativo ha avuto, e può ancora avere, un ruolo fondamentale.

È un percorso di garanzie, non di semplici “riserve” e riguarda l’intera società perché la scarsa presenza di donne ai vari livelli della vita economica, politica e sociale e nella “governance” di un Paese è, anzitutto, una questione culturale, la dimostrazione dell’arretratezza culturale di un Paese, una questione di civiltà, rivela una grave carenza di democrazia e pone un problema di legittimità dei risultati perché impedisce che si tenga pienamente conto degli interessi e delle esigenze di tutta la popolazione nel suo complesso.

Rende quindi da un lato  incompiuta la nostra democrazia, ma anche impoverita della “visione” femminile.

Non è un tema che “riguarda le donne” o “per le donne”, ma è un tema di democrazia, che riguarda uomini e donne.

Ma sappiamo che l’approccio normativo non può bastare. È il cambiamento culturale da questo innescato a dover guidare i comportamenti virtuosi e noi di Confcommercio vogliamo essere una guida e catalizzatore, un elemento di propulsione di questa cultura, perché siamo imprenditrici e imprenditori  che esprimiamo evidentemente non solo capacità d’impresa ma anche una cultura d’impresa lucida, progressista, attenta non solo alle questioni legate alle categorie, al mercato e all’economia, che sa avere doppio sguardo e guardare lontano.

Occorre saper guardare lontano e se in Italia  riguardo le donne abbiamo un problema di democrazia questo non è marginale, ma è prerogativa di tutto!

Questo Forum annuale giunto alla sua terza edizione è l’ultima attività del mandato mio e del consiglio nazionale. Approfitto di questa occasione per ringraziare a nome del mio gruppo e io in particolare il presidente Carluccio Sangalli per avere creduto nella nostra linea e per aver condiviso la nostra “visione”. Senza la sua lungimiranza non avremmo ottenuto tanti significativi risultati che adesso non sono del Terziario Donna, ma di tutto il sistema.

In questi 5 anni:

  • Ci siamo impegnate a sostenere le donne delle imprese e delle libere professioni, contribuendo ad importanti risultati per esempio nel campo del credito: costituendo un osservatorio sul  credito e da un lato incidendo nelle modalità dell’ottenimento delle garanzie a valere sul fondo nazionale e dall’altro con il protocollo Abi che ha prodotto come risultato  la destinazione ad oggi di ben 1 miliardo e settecentomila euro da parte degli istituti che hanno aderito,  dedicati agli investimenti dell’imprenditoria femminile.
  • Ci siamo impegnate nel rappresentare a livello locale, nazionale ed europeo la necessità di sostenere il lavoro e le imprese femminili.
  • Ci siamo impegnate nella formazione per l’innovazione e la competitività delle imprenditrici associate oltre che alla formazione dei gruppi dirigenti sui territori per costruire una rete sinergica e partecipativa al movimento d’opinione basato sui medesimi valori identitari.
  • Ci siamo impegnate in attività di assistenza e sostegno dell’imprenditoria femminile, attraverso gli sportelli del Terziario Donna nei territori, ma anche a sostenere la leva motivazionale nella creazione di nuova impresa. Soprattutto impegnandoci a far passare il senso della necessità di “crearsi un lavoro”, di assumersi il rischio di impresa da parte di chi si approccia per la prima volta al mondo del lavoro.( E questo in un periodo in cui sono gli stessi genitori che sconsigliano ai figli di tribolare nell’attività in proprio, senza tutele e senza il sostegno della cultura imperante che per errore politico finora ha avuto atteggiamenti denigratori e comunque non di apprezzamento e valorizzazione.)
  • ci siamo oltremodo impegnate a portare avanti come uno dei nostri obiettivi, l’affermazione di “democrazia paritaria” attraverso lo strumento giuridico per colmare quello che chiamiamo “deficit di democrazia“, non parlando più di “quote rosa”

Tema abusato, molto spesso criticato e ormai superato da un diverso approccio, quello che proponiamo, che riconduce la presenza delle donne ad una questione di civiltà, di merito, di legittimità e per quello che ci riguarda più strettamente, di opportunità economica.

Vorremmo la presenza di donne  a tutti i livelli proporzionata alla percentuale della popolazione femminile che ricordiamo essere il 52% della popolazione totale, non soltanto per l’attuazione della democrazia paritaria, ma perché riteniamo che possa rappresentare il motore da sprigionare per rimettere in moto l’economia del nostro Paese, grazie proprio al flusso di energia nuova che viene dalle donne.

Abbiamo approfondito e divulgato  norme e sentenze in materia di Pari Opportunità e di Democrazia Paritaria e su come si stia creando una giurisprudenza che ci auguriamo affermi sempre più positivamente questi principi.

Qualcuno si chiederà se in un momento di grave crisi economica e di difficoltà enormi a tutti i livelli, sostenere un tema come la democrazia paritaria,  non rappresenti una distrazione dai nostri compiti più strettamente riconducibili alla nostra rappresentanza di interessi di categoria. La risposta è nello stesso titolo del Forum, donne motore della ripresa.

 Per noi non si tratta di una rivendicazione di genere, ma   si tratta di una strategia di politica economica.

Infatti è proprio perché dobbiamo trovare soluzioni per rimettere in moto l’economia di questo Paese che bisogna concentrarsi sul cosiddetto “capitale dormiente” di questa società. Le donne rappresentano una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico. È proprio l’attuale crisi che impone di concentrarsi con maggiore attenzione sulla questione femminile e sul ritardo italiano nel processo di aumento dell’occupazione e dell’utilizzazione delle competenze delle donne. L’Italia è tra i paesi ad alto reddito quello che utilizza al minimo il potenziale di sviluppo legato al lavoro femminile, eppure studi autorevoli hanno rivelato che se nel 2030 la partecipazione femminile al lavoro raggiungesse i livelli maschili , la forza lavoro italiana crescerebbe del 7 % e il PIL pro capite crescerebbe di un 1% l’anno.

Il sottotitolo del forum di quest’anno è: insieme per muovere l’Italia.

Sappiamo tutti  che senza crescita non c’è futuro e siccome senza donne non si cresce, senza donne non c’è futuro.

Oggi noi donne nel nostro Paese, nel privato, nella politica, nella nostra stessa confederazione siamo nella fase che non siamo più… ma non siamo ancora…

Alla nostra emancipazione, alle nostre capacità, alle nostre conquiste non si è dato adeguato slancio e purtroppo scontiamo ancora un’arretratezza culturale che è anche quella che vede dilagare il fenomeno della violenza sulle donne…

La società e la cultura devono cambiare

Vorremmo portare avanti la nostra Visione del futuro per cui  le donne sono il motore della ripresa.

 

Relazione Presidente Di Dio Forum TD 2016

Programma Forum TD 2016

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Data:
giovedì, 30 Giugno 2016